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Ho 46 anni, e due figlie di cui sono perdutamente innamorato. Sono un avvocato diverso, per carattere e approccio, credo nel merito, che è funzione del lavoro, della passione e della determinazione che mettiamo nelle cose che facciamo. Ho cominciato da solo, e ora siamo in tanti. Lavoro correndo e mi diverto, anche se in fondo sono un solitario, per qualcuno un orso, ma parlo in pubblico con piacere e non ho paura. Sono una persona severa, talvolta scontrosa per fastidio, ma che piange e si emoziona ancora. Amo le cose semplici, della gente che non ha studiato, e non sopporto l’arroganza di chi non sa. Non mi piacciono le persone che mi sfidano, credo ancora nelle persone, ma so che nella vita posso contare su pochi soltanto. Talvolta mi pesa, e penso di mollare, ma non so bene per cosa. Mi viene in mente una canzone che dice che bisogna accontentarsi, e che non si può avere tutto quello che si vuole. Io vorrei lavorare divertendomi ancora, stare con le tate a correre per il Prato, e vivere per sempre l’amore che riempie i miei pensieri.

Indipendenza. Sono una persona libera, e indipendente. Dico quello che penso senza pressioni e condizionamenti, e non amo le regole stupide. Allenamento. Credo nel lavoro di tutti i giorni, credo che il talento senza allenamento non basti, credo che tutti con l’applicazione, la disciplina, la determinazione possano raggiungere risultati importanti. Utilità. Credo che il lavoro per essere buono debba essere utile ed è utile solo se porta valore. Divertimento. Divertimento è fare qualcosa di diverso, andare per la strada meno battuta. Innovare fa parte del processo di divertimento. Andare fino in fondo. Per me conta portare a termine il lavoro, andare fino in fondo, concludere la corsa, in piedi, con dignità, senza scorciatoie, anche soffrendo. Fallire. Il fallimento è una possibilità, sbagliare è una certezza, la paura un nemico, il limite un traguardo. Storytelling. Mi piace raccontare storie, mi piace spiegare le cose raccontando storie, mi piacciono le metafore, il mito che crea la storia. Re-azione. E’ la prima parola del mio diario. Dopo Caporetto viene sempre Vittorio Veneto. Disciplina. La disciplina è ciò che consente di vincere le resistenze che incontri. La disciplina dà ordine alle cose, consente di semplificare le difficoltà, dà un metodo e impone delle regole. Nella disciplina devi credere. E’ un atto di fiducia verso se stessi. Storia. La vita è storia.

 

Nella corsa ho imparato una cosa: le gambe ti possono portare solo fino a un certo punto. A farti correre per le lunghe distanze sono la testa e il cuore. Soltanto se riusciamo a liberarci dei nostri limiti, per come li percepiamo, e attingiamo al nostro fuoco interiore, le possibilità sono infinite.

Non è importante arrivare sani e salvi alla fine di quel viaggio che è la vita, quanto piuttosto arrivarci di traverso, trascinato dall’impeto della corsa, completamente logorato, sfinito, ed esclamare a gran voce: wow! che giro!

Dean Karnazes, Ultramarathon Man