L’alternanza scuola-lavoro obbligatoria entrerà a regime dal settembre 2017, e sarà estesa anche agli studenti del quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado, per un totale di 1,4 milioni di ragazzi e ragazze coinvolti.

Le imprese coinvolte sono però ancora una piccola minoranza. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore solamente l’8,8% delle aziende italiane hanno ospitato studenti in programmi di alternanza (fonte: Confindustria). A tenere lontane da questi progetti le imprese – in particolare le più piccole – sono gli adempimenti burocratici e l’investimento in termini di tempo e risorse umane che l’alternanza scuola-lavoro implica.

Per colmare questo gap interviene Unioncamere che investe per il prossimo triennio 26 milioni di euro finalizzati, scrive sempre il quotidiano confindustriale, a facilitare le micro, piccole e medie imprese. L’investimento si traduce in “buoni” o “voucher” dal valore medio di 600 euro mirati a supportare il tutor aziendale, a semplificare la burocrazia e ad attuare gli obblighi normativi su salute e sicurezza.

Hanno finora aderito al progetto 77 Camere di Commercio: i progetti dei “buoni” per incentivare l’alternanza scuola-lavoro stanno partendo a Milano, Firenze, in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia.