Troppo caldo in ufficio, in negozio, in fabbrica o in magazzino? In questo torrido agosto 2017 può capitare. Non è il caso di fare finta di niente, ma è possibile pretendere il rispetto di temperature non eccessivamente alte (né, ovviamente, troppo basse). È bene sapere, infatti, che la legge pone alcuni paletti e difende il diritto dei lavoratori a lavorare in un ambiente temperato. Ecco in che modo.

Il punto di partenza è il Codice civile, che all’articolo 2087 sulla “Tutela delle condizioni di lavoro” parla chiaro:

L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

La sicurezza del lavoratore è infatti un bene di rilevanza costituzionale. La Carta fondamentale, all’articolo 41, stabilisce che l’attività economica è libera e «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana».

Questo principio generale è declinato concretamente dal Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.lgs. 81/2008) che nell’allegato IV stabilisce i requisiti dei luoghi di lavoro.

Al punto 1.9 il Testo unico specifica come deve essere garantito il microclima dell’ambiente di lavoro:

La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori (1.9.2.1.);

Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell’aria concomitanti (1.9.2.2.);

La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali (1.9.2.3.);

Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attività e della natura del luogo di lavoro (1.9.2.4.);

Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione (1.9.2.5.).

Quest’ultimo punto si può tradurre, ad esempio, nell’installazione di ventilatori ad hoc in alcune zone dell’ambiente di lavoro.

Un capitolo a parte è la definizione del comfort termico ideale per l’ambiente di lavoro. La metodologia da utilizzare è contenuta nella norma UNI EN ISO 7730, che specifica i metodi per la previsione della sensazione termica percepita da un essere umano.

Senza inoltrarsi nel dettaglio tecnico di questa misurazione, basti sapere in caso di situazioni di eccessivo calore percepito è bene rivolgersi al proprio rappresentante della sicurezza sul luogo di lavoro, che eventualmente contatterà un esperto.