C’è molto lavoro nella Legge di Bilancio 2018 in approvazione in queste ore. Salta però una delle misure di cui più si era discusso, ovvero il taglio da 3 a 2 anni del tetto massimo ai rinnovi dei contratti a termine. La misura, inizialmente proposta dal Pd in un emendamento, è stata successivamente ritirata. In fatto di contratti a termine tutto rimane dunque come prima.

Busta paga, addio contanti

L’uso dei contanti per pagare le buste paga diventerà di fatto illegale. Una delle misure della Legge di Bilancio 2018 è infatti l’introduzione dell’obbligo, per i datori di lavoro, di pagare lo stipendio tramite strumenti tracciabili come il bonifico bancario. La misura mira a contrastare una forma di lavoro irregolare. Si tratta della prassi di corrispondere ai lavoratori, in contanti, una retribuzione inferiore a quella prevista in busta paga.

Sgravi per chi assume under 35

Il piatto più ricco in tema lavoro è sicuramente quello degli sgravi per le assunzioni. Da gennaio 2018 vengono infatti nuovamente introdotte forme di incentivazione. Per chi attiva contratti a tempo indeterminato per giovani sotto i 35 anni che non abbiano mai avuto prima rapporti di lavoro stabili scatta uno sgravio del 50% sui contributi previdenziali, valido per i primi 3 anni di contratto a tutele crescenti. Il tetto massimo agli sgravi è fissato a 3mila euro. Dal gennaio 2019, poi, la misura sarà limitata alle assunzioni dei giovani fino a 29 anni.

L’esonero contributivo sarà doppio, cioè arriverà al 100% dei contributi previdenziali, in due casi. Il primo caso è quello dei giovani che hanno svolto attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato di primo o terzo livello.

Il secondo caso è quello delle regioni meridionali (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) attraverso la proroga del bonus Sud finanziato da 500 milioni di fondi dell’Unione Europea, che varrà per un solo anno e interesserà giovani sotto i 35 anni e disoccupati sopra i 35 anni.