I processi digitali innervano i processi produttivi, dalle fabbriche agli uffici fino al terziario e alle catene della logistica. Il lavoro cambia di conseguenza, con le vecchie professioni che si adattano ai nuovi scenari e si aggiornano alle nuove competenze, e nuovi mestieri che nascono per gestire i flussi dell’informazione e i macchinari della fabbrica che si è fatta 4.0.

Per monitorare, accompagnare e studiare queste trasformazioni nasce in Veneto un Osservatorio sul lavoro digitale. L’iniziativa è del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova e della Regione Veneto, che hanno siglato un’intesa biennale per «realizzare un programma di studio, formazione e orientamento alle nuove competenze digitali, creare l’Osservatorio del mercato del lavoro digitale e per monitorare l’efficacia delle attività di ricerca e delle azioni formative intraprese e orientare scelte e strategie degli enti di formazione e delle aziende, nonché delle istituzioni».

Responsabile scientifico del progetto è il professor Paolo Gubitta, docente di organizzazione aziendale all’ateneo padovano. A siglare il protocollo è stato il direttore del Dipartimento, Guglielmo Weber. L’Osservatorio sul lavoro digitale lavorerà in sinergia con l’Osservatorio regionale del lavoro e con l’ente Veneto Lavoro. L’attività del nuovo soggetto sarà sostenuta con un impegno finanziario di 200mila euro, di cui 140mila euro investiti dalla Regione Veneto e 60mila dall’Università di Padova.