Maestre di asili nido e di scuole materne, camionisti, minatori. Tipologie di lavoratori al centro della trattativa in corso fra Governo e sindacati sull’aumento dell’età pensionabile. L’ipotesi è di passare dai 66 anni e 7 mesi attuali ai 67 a partire dal 2019. Il ragionamento dell’esecutivo è legato alle nuove stime Istat, che hanno allungato ancora l’aspettativa di vita dei cittadini. Si vive – e si lavorerà dunque – di più. Ma non per tutte le categorie di lavoratori. In questi giorni infatti è prevista la proposta del Governo sull’esclusione dell’aumento dell’età pensionabile per le categorie di lavori considerati «gravosi». La trattativa è in corso: il governo del premier Paolo Gentiloni punta a definire le categorie per poter poi fissare, con un emendamento alla legge di Bilancio, le coperture finanziarie alle deroghe, il cui costo dovrebbe superare il centinaio di milioni di euro l’anno.

Maestre, ferrovieri e operatori ecologici: l’elenco

Ma quali sono i lavori considerati gravosi? Si parla di una platea di lavoratori superiori alle 15mila unità. E al momento, salvo variazioni dell’ultim’ora, la lista comprende undici categorie che vi riportiamo.

1 – operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
2 – conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
3 – conciatori di pelle e pellicce
4 – conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
5 – conduttori di mezzi pesanti e camion
6 – personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
7 – addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
8 – insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido
9 – facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
10 – personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
11 – operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

A queste undici categorie, quelle canoniche previste nell’accordo di Ape sociale (l’anticipo pensionistico) si stanno aggiungendo altre figure quali:

12- operai agricoli
13- lavoratori marittimi (categoria nella quale rientrano anche i pescatori)
14 – operai siderurgici
15 – stampatori a caldo

Entro il 13 novembre la decisione

L’elenco riporta le tipologie di lavori pesanti che dovrebbero essere la base non modificabile della trattativa. Ma i sindacati spingono verso l’allargamento della platea anche, per esempio, ai lavoratori manuali dell’industria, i marittimi e gli operai agricoli. E, secondo quanto comunicato, l’ipotesi di aggiunta di queste categorie è stata accettata dal Governo. Per sciogliere gli ultimi dubbi sarà decisiva la settimana in corso: il 13 novembre è previsto il tavolo politico sulla riforma, alla presenza anche di Gentiloni. Si punta ad arrivare a quella data con un’ipotesi di riforma, e di categorie in deroga, definite.