Da qualche mese i dati dell’Istat sull’occupazione sono contrassegnati da un costante segno positivo. Una cammino lento, ma che finalmente sembra aver imboccato la strada giusta. Gli ultimi, relativi al giugno 2017, stimano un incremento dello 0,1% del numero di occupati, con un confortante record del numero di donne che lavorano.

Tuttavia, per avere una visione corretta delle tendenze in atto, è necessario analizzare anche altri fattori, come la qualità del lavoro che si crea. E la qualità del nuovo lavoro che si crea in Italia è mediamente non di eccelso livello: lo rileva il rapporto 2017 dell’agenzia Eurofond dell’Unione Europea, rilanciato da L’Espresso.

Questa tabella pubblicata sul sito del settimanale spiega la situazione meglio di mille parole:

Dal 2011 al 2016 in Italia il numero di posti di lavoro è cresciuto in termini assoluti, ma non per tutte le fasce di reddito. Dividendo i posti di lavoro totali in quintili basati sul reddito – ovvero cinque fasce ognuna delle quali contiene il 20% del totale – si scopre che il più “popolato” è di gran lunga il quintile dei lavori a reddito più basso (+475.220 unità). Il secondo quintile è in positivo ma in misura assai contenuta (+27.779). Cresce, anche se di un quarto rispetto ai lavori più poveri, il quintile dei lavori con redditi di fascia più alta (+107.237 posti di lavoro nel 2016 rispetto al 2011).

A subire invece un crollo, nonostante il generale aumento dell’occupazione, sono i lavori di fascia media. Il terzo quintile, la fascia dei redditi “di mezzo”, vede una diminuzione di 257.720 posti di lavoro; il quarto quintile scende di 127.969 unità.

La situazione del lavoro povero in Europa

Il ceto medio è in parole povere il più colpito in questi ultimi anni nel nostro Paese. Il confronto con i nostri vicini europei più avanzati mostra come altrove la dinamica sia in buona parte differente: in Germania e Regno Unito sono i lavori meglio pagati quelli a crescere di più nell’ultimo quinquennio.

In Francia, che pure mostra risultati meno brillanti, comunque il quintile di mezzo è quello che si irrobustisce di più, e i lavori con salari più bassi sono aumentati, ma in misura decisamente minore che da noi.