Per non restare sopraffatti dalla da più parti temuta «invasione» dei robot nel mondo del lavoro, «dobbiamo ripensare il lavoro e la specificità del contributo umano». Parola di John Hagel, co-presidente del Deloitte Center for the Edge, che dal cuore della rivoluzione digitale, la Silicon Valley, studia i trend dei business emergenti. Come racconta La Stampa, raccontando la due giorni della Singularity University a Milano in questi giorni, il tema è sempre più al centro delle riflessioni sul mondo del lavoro che verrà.

Se ne discute anche sabato 7 ottobre 2017 al TEDxVerona, nel dibattito “Etica, lavoro e intelligenza artificiale” con la consulente Carla Cico, l’avvocato Gianluca Spolverato, il docente di Diritto Penale dell’Economia Lorenzo Picotti e il filosofo Antonio Allegra.

Seguendo il ragionamento di Hagel, la competizione fra uomo e macchine intelligenti non si può giocare sullo stesso piano, sarebbe persa in partenza (per noi). Non ha senso quindi abbassare solo il costo del lavoro: «Facendo il bene di aziende e lavoratori, tagliare i costi e aumentare l’efficienza non funziona» spiega il guru californiano. Su cosa puntare allora per trovare un nuovo ruolo per il lavoro umano? «Immaginazione, creatività, curiosità e passione, oltre che sulla capacità di farne una professione».

Un’altra inchiesta di questi giorni racconta il lato meno luminoso dell’innovazione digitale. È il «caporalato digitale» denunciato, con una formula forte, da Brunella Giovara su Repubblica. Quando riceve da un corriere un pacchetto ordinato la sera prima su Amazon, la giornalista si chiede: «Quanto guadagnerà, per questa consegna che alle 8 di mattina non è certo la prima della sua giornata? 35 centesimi, a fare bene i conti. Perché viene pagato 7 euro l’ora (8,81 lordi), e in quell’ora – grazie all’algoritmo che gli confeziona il percorso – farà circa venti consegne».

I rischi dell’economia dei «lavoretti» sono d’altra parte uno dei focus del libro “Il futuro al lavoro. L’Italia al tempo dello smart working tra conservatori, vittime e innovatori” scritto da Gianluca Spolverato e edito da GueriniNext.