È finalmente stato approvato il 10 maggio 2017 in via definitiva dall’aula del Senato il ddl sul lavoro autonomo e il lavoro agile. Chi vuole lavorare alcune ore alla settimana da casa o da un altro luogo al di fuori dell’ufficio da oggi potrà farlo con la tutela della legge, e sarà protetto da criteri di equità: eguale retribuzione rispetto al lavoro nella sede aziendale, identici incentivi, garanzie in tema di sicurezza, limiti orari e diritto alla formazione.

Questi rapporti di lavoro “da remoto”, sempre più diffusi in aziende grandi e piccole, consentono di conciliare meglio i tempi di vita e di lavoro dei lavoratori, che ad esempio possono dedicare una o più giornate alla settimana a prestazioni da casa, con il vantaggio che ciò comporta per la vita familiare, per gli affetti e per le passioni di ciascuno. Ma non è tutto: il lavoro agile, tanto per fare un esempio, in prospettiva può portare a una rivoluzione nei trasporti, decongestionando le città dal traffico e facendo risparmiare tempo prezioso oggi impiegato dai pendolari per gli spostamenti da casa all’ufficio o alla fabbrica.

Il testo della legge: “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato

La legge, che in prima lettura era stata approvata dal Senato il 3 novembre 2016 per poi essere modificata dalla Camera il 9 marzo 2017, è divisa in due parti, entrambe innovative dal punto di vista del diritto del lavoro. Nella prima introduce alcune tutele – come la maternità – per i lavoratori autonomi, che lavorano con Partita Iva ma non solo: il cosiddetto “jobs act del lavoro autonomo”. Nel Capo II, dall’articolo 18 all’articolo 23, si definisce il quadro entro il quale si svolgerà lo smart working.

Stabilendo principi di base come la parità di trattamento economico e normativo per chi accetta di lavorare in parte al di fuori dai locali aziendali rispetto ai colleghi che restano in azienda, stabilito dall’articolo 20, comma 1:

Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

O come la necessità di un accordo scritto per normare le prestazioni da remoto, sancita dall’articolo 19:

 L’accordo relativo alla modalità di lavoro agile è stipulato per iscritto ai fini della regolarità amministrativa e della prova, e disciplina l’esecuzione della prestazione lavorativa svolta all’esterno dei locali aziendali, anche con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro ed agli strumenti utilizzati dal lavoratore. L’accordo individua altresì i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.