Operai? Impiegati? Imprenditori? Artigiani? Niente di tutto questo. Nella top 5 dei lavori più diffusi in Italia c’è tutt’altro. A farla da padrone sono i vecchi e nuovi mestieri legati al mondo dei servizi, a quel terziario – non particolarmente “avanzato” ma che richiede qualifiche medio-basse – che forma l’ossatura del mondo del lavoro del ventunesimo secolo, dopo la fine della centralità della fabbrica e del modello produttivo che attorno ad essa ruotava e che ha dominato per tutto il Novecento.

Al primo posto ci sono i commessi delle vendite al minuto (704mila persone, quota di dipendenti 92%, quota di donne 71%); al secondo posto gli esercenti delle vendite al minuto (609mila, quota di dipendenti 94%, quota di uomini 55%); il terzo mestiere più diffuso è costituito dagli addetti agli affari generali (500mila, quota di dipendenti 97%, quota di donne 66%); il quarto mestiere al top della diffusione sono i collaboratori domestici e le professioni assimilate (499mila, quota di dipendenti 95%, le donne prevalgono anche qui, sono l’88%); al quinto posto gli addetti a funzioni di segreteria (472mila, quota di dipendenti 92%, con la presenza femminile nettamente predominante: 87%).

L’indagine Isfol-Istat sulle professioni, basata su dati relativi agli anni 2011-2013, ci mostrano un’Italia in cui il lavoro ha sempre più a che fare con le relazioni con il pubblico e i clienti. E in cui la componente femminile è di gran lunga maggioritaria. In parte è una sorpresa, vista la quota di occupazione femminile che in Italia nel complesso rimane al palo, al 47,2% contro il 65,5% di quella maschile nel 2015, dati Istat, agli ultimi posti fra i Paesi dell’Unione Europea. In parte non lo è, perché i mestieri più diffusi sono anche fra quelli con gli stipendi medi più bassi, confermando così la tendenza negativa che vede il lavoro femminile mediamente penalizzato rispetto a quello maschile anche sul fronte delle buste paga.

La top 5 dei lavori più diffusi

  1. Commessi delle vendite al minuto

    704mila / dipendenti 92% / donne 71%

  2. Esercenti delle vendite al minuto

    609mila / dipendenti 94% / uomini 55%

  3. Addetti agli affari generali

    500mila / dipendenti 97% / donne 66%

  4. Collaboratori domestici e professioni assimilate

    499mila / dipendenti 95% / donne 88%

  5. Addetti a funzioni di segreteria

    472mila / dipendenti 92% / donne 87%