Vola l’occupazione nel settore dei servizi mentre languono i posti di lavoro nell’industria. I dati Istat relativi al secondo trimestre del 2017 mettono in luce un trend che, rispetto allo stesso periodo del 2016 favorisce il lavoro nel terziario a scapito di un settore manifatturiero che appare sostanzialmente statico.

Se in dodici mesi l’occupazione nell’industria italiana cresce solo dello 0,6% (dato che cresce leggermente all’1,1% se depurato dalle costruzioni che si situano in terreno negativo, -1,1%), i servizi registrano un interessante +4,7%.

I servizi battono (ancora) l’industria

Nel dettaglio, il boom di posizioni lavorative nell’ambito dei servizi si ritrova fra le “attività dei servizi di alloggio e ristorazione”, cioè sostanzialmente il settore turistico: +12,5% in un anno. Cresce anche l’ambito delle attività immobiliari: +8,0%. Bene anche l’ambito “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese”: +6,9%.

Fonte: Istat

Il settore del credito è sempre più “magro”

In terreno negativo, fra i servizi, si situa solamente il settore “Attività finanziarie e assicurative”, che totalizza un -1,1%. Un settore gravato dal peso delle crisi bancarie – che hanno colpito soprattutto in Veneto con i casi Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza – ma anche dal generalizzato “dimagrimento” degli organici nel settore del credito.

Una lettura attenta va riservata non solo alla quantità ma alla qualità di questi nuovi posti di lavoro: fra i servizi di mercato (escludendo cioè le professioni nel settore pubblico) il 22,2% delle posizioni lavorative sono “in somministrazione (ex interinali)”.

Una spia di come il nuovo lavoro dei servizi sia “volatile” e tendenzialmente stagionale. Parte di quell’universo del lavoro poco qualificato (e spesso poco pagato) nei servizi che di recente, abbiamo visto, anche l’ex guru della “classe creativa” Richard Florida ha riconosciuto essere la grande forza emergente nel mercato del lavoro.

Leggi l’analisi Istat sul mercato del lavoro nel II trimestre 2017